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Soweto
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mweqSoweto è un'area urbana della città di mwegJohannesburg, in mwewSudafrica. È la più grande mwfatownship (baraccopoli) del Sudafrica e ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della lotta all'mwfqapartheid. Il nome "Soweto" è una contrazione di "South Western Townships" ("township sudoccidentali").
Contents
• Storia
• Società
• Economia
• Note
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Storia
La nascita delle township
La storia di Soweto ha la propria origine nell'apertura delle mwggminiere d'mwgworo nei pressi di Johannesburg, nel mwha1886. La richiesta di manodopera fece sì che moltissimi lavoratori neri confluissero nell'area. Fin dall'inizio, i neri furono sistemati in aree periferiche come Brickfields. Nel mwhq1904, ufficialmente per contenere un'mwhgepidemia di mwhwpeste, il governo trasferì tutti i neri e gli mwiaindiani di Brickfields a Klipspruit, una zona al di fuori dei confini municipali di Johannesburg, in quella che viene talvolta descritta come una sorta di "anticipazione" dell'mwigapartheid. Altre due aree furono riservate ai neri nel mwiw1918, una a est e una a ovest della città. Seguirono altre aree nel sudovest, a partire da mwjaPimville (mwjq1934) e mwjgOrlando (mwjw1935).
Durante la mwkqSeconda guerra mondiale nuovi neri confluirono verso l'area di Johannesburg come conseguenza dello sviluppo dell'mwkgindustria e delle nuove leggi rurali che privarono molte famiglie africane della terra. Se i primi insediamenti erano attrezzati con modeste abitazioni, l'afflusso di neri in questo periodo divenne incontrollato e informale, e attorno a Johannesburg iniziarono a sorgere mwkwbaraccopoli con mwlacapanne di mwlqlamiera e mwlgcartone, dette mwlwtownship nel gergo in uso in Sudafrica. Fra gli episodi salienti di questa "colonizzazione" del circondario di Johannesburg si ricorda l'occupazione della zona di Masakeng da parte di James Panza.
Man mano che le township si espandevano, nella parte sudovest di Johannesburg esse vennero a formare gradualmente un agglomerato unico, di enormi proporzioni. Durante la guerra nella zona fu costruito un mwmwospedale per il ricovero dei soldati mwnabritannici e del mwnqCommonwealth, che solo dopo la guerra divenne accessibile alla popolazione nera. L'ospedale, battezzato "Baragwanath" nel mwng1948 e Chris Hani-Baragwanath nel mwoa1997, è il più grande del mondo.cite-ref-1[1]
L'apartheid e l'espansione delle township
Nel mwpw1948, con l'ascesa al potere del mwqaNational Party e l'istituzione del sistema di leggi dell'mwqqapartheid, il ritmo di espansione delle township aumentò rapidamente, a causa dell'allontanamento forzato di molti neri da aree residenziali come Martindale, mwqwSophiatown e Alexandra. Anche in questo caso, le nuove aree predisposte dall'amministrazione comunale per gli immigrati risultarono insufficienti, e in molte zone gli insediamenti crebbero in modo incontrollato.
Nel mwrg1956, sempre nel contesto delle politiche segregazioniste e come anticipazione dell'istituzione delle mwrwhomeland, furono costruite nuove township destinate solo a determinati gruppi etnici, come mwsaSotho, mwsqTswana, mwsgZulu, mwswTsonga, Venda e mwtqXhosa. Nel mwtg1963 entrò ufficialmente in uso il nome Soweto per riferirsi all'agglomerato delle township nella parte sudoccidentale della periferia di Johannesburg.
Gli scontri del 1976
Il 16 giugno mwug1976 la popolazione di Soweto insorse per protestare contro la decisione del governo sudafricano di sostituire l'mwuwafrikaans (lingua di ceppo boero-olandese identificata con gli oppressori coloniali) all'mwvainglese nelle scuole. Nella zona di Orlando, la polizia fece fuoco su un corteo di 10.000 studenti. Nei dieci giorni di violenti scontri che seguirono furono uccise diverse centinaia di persone.cite-ref-2[2]
Il massacro di Soweto ebbe una forte eco sia nel paese che nel mondo. Numerose istituzioni internazionali, incluse le mwwwNazioni Unite, stabilirono pesanti sanzioni economiche nei confronti del mwxaSudafrica; molti attivisti politici lasciarono il paese, e diversi movimenti politici anti-segregazionisti intrapresero proprio in quel frangente la via della lotta armata. Il governo sudafricano cercò di recuperare la propria immagine fornendo a Soweto una mwxqrete elettrica migliore.cite-ref-autogenerato1-3-0[3]
Evoluzione amministrativa
Prima degli mwzaanni settanta, Soweto era amministrata dal consiglio comunale di Johannesburg. Negli anni '70, nei momenti cruciali della contestazione, il controllo della township passò direttamente nelle mani dello Stato. Nel mwzq1983, sulla scorta del Black Local Authorities Act, Soweto divenne una municipalità indipendente, con un consiglio locale formato da nericite-ref-4[4]. Tuttavia, lo stato non concesse a Soweto i finanziamenti necessari per porre rimedio alla situazione drammatica della scarsità di abitazioni e infrastrutture. La popolazione delle township mise in dubbio la buona fede degli amministratori locali, sostenendo che erano troppo accomodanti nei confronti del governo. Quando le nuove leggi segregazioniste introdotte dal National Party esclusero definitivamente i neri dal mwawParlamento, la cittadinanza di Soweto protestò boicottando le successive elezioni municipali.
Le proteste degli anni '80
Negli mwcganni ottanta la popolazione di Soweto mise in campo molte differenti forme di protesta nei confronti del regime dell'apartheid. Ci furono boicottaggi scolastici ed economici, e furono istituiti comitati di quartiere e altre organizzazioni che iniziarono a svolgere un ruolo alternativo rispetto alle strutture statali. Le iniziative si moltiplicarono quando l'mwcwAfrican National Congress, nel mwda1985, lanciò un appello chiedendo ai cittadini sudafricani di rendere ingovernabile il paese. Il governo sudafricano vietò ai neri qualsiasi forma di raduno. Molte assemblee segrete si tennero nelle mwdqchiese; particolarmente nota in questo senso è la chiesa di mwdgRegina Mundi, la più grande chiesa mwdwcattolica del Sudafrica, situata proprio nel cuore di Soweto.
Dopo l'apartheid
Società
Evoluzione demografica
Nel censimento del mwha2001 la popolazione di Soweto risultava di mwhq896 995 persone. In seguito, Soweto è stata accorpata a Johannesburg, e non sono quindi disponibili dati di censimento separati per le due realtà. In ogni caso, si stima che a Soweto viva circa il 65% degli abitanti complessivi di Johannesburg.cite-ref-6[6] La popolazione è quasi interamente di neri, ma fortemente multietnica: si parlano a Soweto tutte e undici le lingue ufficiali del Sudafrica. I gruppi predominanti sono gli mwigZulu, i mwiwSotho, gli mwjaTswana, gli mwjqSwazi e gli mwjgTsonga.
Economia
All'interno di Soweto coesistono quartieri residenziali abitati da appartenenti al mwlqceto medio e baraccopoli che danno rifugio a nullatenenti. In generale, la parte sudovest è mediamente più ricca. Si tratta in ogni caso di una realtà urbana (o suburbana) estremamente varia, e non mancano all'interno della township le lussuose ville di qualche mwlgstar della mwlwmusica pop o del cinema.
Lo sviluppo economico di Soweto è stato quasi nullo durante il periodo dell'apartheid, a causa della totale inadeguatezza delle infrastrutture (a partire dall'assenza di strade mwmqasfaltate). Sostanzialmente, la mwmgtownship è stata per molti anni una mwmwcittà dormitorio per gli operai impiegati nelle fabbriche di Johannesburg. La legge voluta dal National Party nel mwna1957 e nota come Natives Consolidation Act poneva forti limiti alla possibilità degli abitanti di Soweto di dare avvio a imprese commerciali: erano ammessi soltanto sette tipi di negozi e il numero degli esercizi era sottoposto a un rigido controllo. Questa pressione diede origine a un certo volume di attività clandestine.cite-ref-autogenerato1-3-1[3] Ancora nel mwog1976, in tutta Soweto c'erano solo due cinema e due alberghi, e solo una casa su cinque aveva la mwowcorrente elettrica. Molti sowetiani usavano il mwpafuoco per riscaldarsi e cucinare. A causa della mancanza di igiene e di riscaldamento, il tasso di mortalità infantile a Soweto era oltre il triplo di quello di Johannesburg.cite-ref-autogenerato1-3-2[3]
Nel mwsq1994, i sowetiani guadagnavano in media meno di un sesto dei cittadini di Johannesburg. La povertà è tuttora molto diffusa, e ci sono ancora vastissime aree in cui le abitazioni sono baracche di fortuna (per esempio Klipspruit). I sowetiani più poveri non sono in condizione di pagare la corrente elettrica. Il tasso di disoccupazione è sopra il 50%.cite-ref-7[7]
Recentemente, tuttavia, si possono identificare alcuni segnali di ripresa economica. In alcune zone di Soweto le strade sono in buone condizioni e ci sono investimenti di capitali per costruire nella township grandi centri commerciali e alberghi di buon livello. Soweto sta anche acquisendo la funzione di polo per la vita culturale della città e ospita diversi mwtwmusei (sulla storia della lotta all'mwuaapartheid) che sono fra le principali attrazioni mwuqturistiche del mwugGauteng.cite-ref-8[8]
Luoghi di interesse
I principali luoghi di interesse di Soweto sono:
• L'ospedale Chris Hani-Baragwanath (Diepkloof)
• Le torri di raffreddamento della centrale elettrica di Orlando, decorate con enormi mwyqmurales
• Il villaggio di Credo Mutwa (Central Western Jabavu)
• Freedom Square (Kliptown)
• mwzqHector Pieterson Memorial Museum (Orlando West), museo commemorativo degli eventi del mwzg1976. Intitolato a Hector Pieterson, un ragazzo di 12 anni che fu la prima vittima della polizia nella sparatoria del 16 giugno
• mw0aMandela Family Museum (8115, Orlando West), allestito in quella che fu l'abitazione di Mandela a Soweto (oggi monumento nazionale), raccoglie materiale sulla sua vita e su quella della moglie mw0qWinnie Mandela
• Chiesa cattolica di mw0wRegina Mundi, Orlando East
• Il Soccer City, meglio conosciuto come mw1qFNB Stadium.
Suddivisione interna
Poiché Soweto è un agglomerato di vastissime proporzioni, è possibile distinguere al suo interno numerosi sobborghi o township minori. Quello che segue è un elenco di alcuni dei sobborghi principalicite-ref-9[9].
| Nome | Anno di nascita dell'insediamento |
|---|---|
| Klipspruit | 1904 |
| Orlando | 1932 |
| Pimville | 1934 |
| Moroka | 1946 |
| Dube | 1948 |
| Jabavu | 1948 |
| Mofolo | 1954 |
| Chiawelo | 1956 |
| Dhlamini | 1956 |
| Jabulani | 1956 |
| Mapetla | 1956 |
| Molapo | 1956 |
| Moletsane | 1956 |
| Naledi | 1956 |
| Phiri | 1956 |
| Tladi | 1956 |
| Zola | 1956 |
| Zondi | 1956 |
| Diepkloof | 1957 |
| Meadowlands | 1958 |
| Emdeni | 1958 |
| Senaoane | 1958 |
Note
cite-note-11. ↑ mwavgmwavkmwavoJust Another Day at the World's Biggest Hospital: NPR, su mwavsnpr.org.
cite-note-22. ↑ mwav8mwawamwaweSA museums: Gauteng - SouthAfrica.info, su mwawisouthafrica.info.
cite-note-autogenerato1-33. ↑ mwawwmwaw0mwaw45 Johannesburg: A city and metropolitan area in transformation, su mwaw8unu.edu.
cite-note-44. ↑ mwaxmmwaxqmwaxuCopia archiviata, su mwaxyjoburg.org.za. mwaxcURL consultato il 13 gennaio 2006 mwaxg(archiviato dall'mwaxkurl originale il 13 gennaio 2006).
cite-note-55. ↑ mwax0mwax4mwax8Copia archiviata, su mwayajoburg.org.za. mwayeURL consultato il 13 gennaio 2006 mwayi(archiviato dall'mwaymurl originale il 13 gennaio 2006)..
cite-note-66. ↑ mwaycmwaygmwaykCopia archiviata, su mwayorotary9300.org.za. mwaysURL consultato il 27 agosto 2006 mwayw(archiviato dall'mway0url originale il 27 agosto 2006).
cite-note-77. ↑ mwazemwaziukzn.ac.za, mwazmhttp://www.ukzn.ac.za/ccs/files/Egan%20Wafer%20SECC%20Research%20Report%20Short.pdfmwazq Titolo mancante per url mwazuurl (aiuto).
cite-note-88. ↑ Sui recenti sviluppi urbanistici a Soweto, vedi mwazs mwazwArchiviatomwaz0 il 5 marzo 2016 in mwaz4Internet Archivemwaz8.,mwaaemwaaimwaamCopia archiviata, su mwaaqjoburg.org.za. mwaauURL consultato il 30 gennaio 2007 mwaay(archiviato dall'mwaacurl originale l'11 marzo 2007)., mwaag e mwaakmwaaomwaasCopia archiviata, su mwaawjda.org.za. mwaa0URL consultato il 30 gennaio 2007 mwaa4(archiviato dall'mwaa8url originale l'11 marzo 2007)..
cite-note-99. ↑ mwabm(mwabqmwabuEN) mwabymwabcStar: Urban legends - what's in a name?, su mwabgwww.thestar.co.za. mwabkURL consultato il 12 gennaio 2026 mwabo(archiviato dall'mwabsurl originale il 10 dicembre 2007).
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons
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Collegamenti esterni
• mwacg(EN) Soweto, sito ufficiale, su joburg.org.za. URL consultato il 30 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2007).
• mwaco(EN) Video della BBC sulle sommosse del 1976, su news.bbc.co.uk.
• mwacw(EN) Cronologia degli eventi della storia di Soweto, su joburg.org.za. URL consultato il 30 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale il 13 gennaio 2006).
• mwac4(EN) Egoli - Storia della Johannesburg nera, su sahistory.org.za. URL consultato il 21 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2006).
• mwada(EN) mwadeCome una fotografia cambiò il mondo, di Jerome Cartillier, mwadimwadmMail & Guardian, 16 giugno 2006.
• mwadu(EN) mwadyLa sommossa di Soweto raccontata da Roderick Eime
• mwadgCartina su Google Satellite, su maps.google.com.
• mwadoCartina grande, in PDF (PDF), su web.joburg.org.za. URL consultato il 30 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2006).
• mwadwUn'altra cartina, su sa-venues.com.
• mwad4(EN) Registrazione audio effettuata durante la sommossa del 1976 (MP3), su download.guardian.co.uk.
• mwaea(EN) mwaeeSoweto Uprisings - documenti georeferenziati sulle rivolte studentesche del 16 giugno 1976